Il nodo Alba_Siena sostiene la candidatura di Laura Vigni a Sindaco del Comune di Siena.
La lista Sinistra per Siena ospita, inoltre, 4 candidati al Consiglio Comunale aderenti al nodo:
Caterina Comi
Daniela Passeri
Mario Savino
Gabriele Usberti
Le elezioni avverranno domenica 26 e lunedì 27 maggio, con eventuale ballottaggio il 9 e 10 giugno.
Raccomandiamo di votare tracciando una X sul simbolo di Sinistra per Siena e inserendo due preferenze scelte tra i candidati. A differenza delle elezioni politiche, infatti, alle comunali è possibile esprimere 2 preferenze per i consiglieri, purché siano di sesso diverso e appartenenti alla medesima lista elettorale.
Quindi gli abbinamenti consigliati sono:
Caterina Comi / Mario Savino
Caterina Comi / Gabriele Usberti
Daniela Passeri / Mario Savino
Daniela Passeri /Gabriele Usberti
La campagna elettorale di Alba_Siena è totalmente autofinanziata e quindi è importante il contributo economico di tutti. E' possibile consultare il rendiconto dei costi della Campagna Elettorale, finora sostenuti grazie alla campagna Adesioni.
E' possibile contribuire aderendo al nodo di Alba_Siena e/o contribuendo direttamente alla Campagna Elettorale (puoi scrivere a siena.tesoreria@nodi.albasoggettopoliticonuovo.it)
Venerdì dalle 16.30 alle 18.45 circa è previsto un volantinaggio alla Stazione Ferroviaria di Siena sui problemi dei trasporti, organizzato in collaborazione con la lista Sinistra per Siena. Siete tutti invitati a partecipare
mercoledì 8 maggio 2013
lunedì 6 maggio 2013
La Rete delle Città Solidali
Mercoledì 8 Maggio 2013
ore 12:00
presso
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Via Ostiense, 106
I candidati sindaci alle prossime elezioni comunali delle seguenti città:
Roma, Pisa, Siena, Brescia, Ancona e Messina
Ciccio Auletta per “Una città in Comune”,
Laura Vigni per “Sinistra per Siena”,
Giovanna Giacopini per “Brescia solidale e Libertaria per i Beni Comuni”,
Stefano Crispiani per "ABC: Ancona Bene Comune",
Renato Accorinti per “Cambiamo Messina dal basso”
lanciano insieme
LA RETE DELLE CITTA’ SOLIDALI
Il percorso che si è determinato insieme alle liste di cittadinanza attiva che a breve affronteranno le elezioni, ha portato le diverse esperienze maturate nel territorio a confrontarsi e a condividere punti essenziali dei rispettivi programmi, indipendentemente dalle specificità di ciascuna città.
Dalla ripubblicizzazione dei servizi all’emergenza casa, dalla tutela della scuola pubblica ai rifiuti, dalla mobilità alla cura del territorio, dai diritti civili all’audit sul debito. Temi già affrontati dai candidati sindaci nei diversi ruoli ricoperti nelle loro città, e che oggi intendono mettere in comune, al servizio di un progetto costituente che consenta di trasformare in realtà quegli obiettivi, anche oltre le prossime elezioni.
Il primo chiaro segnale lo hanno dato nei giorni scorsi con il comunicato congiunto a sostegno del referendum di Bologna (che alleghiamo), perché già contiene tutto il senso del progetto che in questa occasione verrà presentato.
Le città che hanno in mente i candidati sindaci che si incontrano oggi hanno bisogno prima di tutto di un lavoro di cura che le renda accoglienti e libere. Accudirle e sostenerle, con politiche fondate sui diritti, sulla partecipazione e sulla solidarietà, sarà il percorso per riportarle ad un nuovo rinascimento civile e culturale.
I candidati sindaci impossibilitati a partecipare invieranno una breve dichiarazione scritta o in video.
La stampa è invitata a partecipare.
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La scuola che vogliamo
Organi collegiali geneticamente modificati
Perché non ci piace la proposta di Legge 953 (ex Aprea)
La Proposta di Legge 953
- è una legge che nasce nel chiuso di una Commissione Parlamentare, senza un ampio dibattito nella società, mentre i tagli delle risorse e le cattive riforme stanno distruggendo la Scuola statale.
- è una legge secondo cui ogni scuola si adegua alle diverse realtà sociali ed economiche non per rimuovere, ma per consolidare le disuguaglianze economiche e sociali; esattamente il contrario di quanto previsto dalla Costituzione. Ci saranno scuole con molte disponibilità e scuole marginali.
- limita il ruolo degli organi di democrazia scolastica e rafforza il ruolo manageriale di natura privatistica del Dirigente Scolastico.
- trasforma l’istruzione scolastica in un servizio che privilegia le diverse richieste dell’utenza.
- prevede una scuola facilmente condizionabile, attraverso contributi economici che possono essere anche finalizzati e la presenza di membri esterni nel Consiglio dell’Autonomia.
- ribadisce il ruolo preminente e verticistico del Ministro e degli strumenti di intervento (INVALSI, regolamenti, linee di indirizzo) con una forte limitazione della libertà di insegnamento.
- smantella il sistema scolastico statale e prevede un sistema di scuole, ognuna con una propria caratterizzazione (statuto) in un sistema nazionale comprensivo di scuole statali e scuole private (anche confessionali).
- delega al Ministro la normativa di attuazione, accentuando il carattere ministeriale della scuola.
- demanda alle Regioni la competenza di disciplinare la forma di partecipazione a livello territoriale, non definendo alcun principio.
- rappresenta una scuola privatizzata, nella sua organizzazione aziendalistica e nelle finalità prioritarie, e nello stesso tempo centralista e ministeriale.
- configura una scuola che diventa strumento e luogo di disuguaglianza.
Noi Vogliamo
- una legge sul governo della Scuola che attraverso un ampio dibattito rafforzi la democrazia scolastica.
- una scuola che possa garantire a tutti un’istruzione qualificata e che intervenga per superare le situazioni di svantaggio e disuguaglianza.
- una scuola governata in modo democratico con piena responsabilizzazione di tutte le componenti della scuola (insegnanti, ATA, genitori, studenti), i cui organi e componenti siano equiordinati e non gerarchizzati.
- una scuola che, garantendo a tutti una formazione qualificata, si proponga anzitutto la formazione democratica delle nuove generazioni: non servizio a domanda individuale, ma strumento dell’interesse generale.
- una scuola aperta al confronto con le realtà esterne, luogo di libera dialettica democratica, finanziata in maniera adeguata dallo Stato e autonoma da ogni condizionamento di qualsiasi natura.
- un governo democratico della scuola a tutti i livelli, compresi quelli nazionali: per garantire la libertà di insegnamento e l’effettiva autonomia dagli esecutivi e dai poteri esterni.
- un sistema scolastico statale con il compito primario di garantire un’istruzione laica e democratica; una scuola statale distinta da quelle private che, ancorché paritarie, possono essere di orientamento confessionale.
- che le norme generali dell’istruzione siano riservate al Parlamento, perché la scuola statale non può essere espressione della maggioranza di governo.
- che le forme di governo e di partecipazione del sistema scolastico statale spettino, a garanzia dell’unitarietà del governo della scuola, alle leggi dello Stato.
- una scuola statale con una struttura unitaria, ma democratica e partecipata, a tutti i livelli.
- la scuola per Costituzione.
martedì 23 aprile 2013
Partecipazione, per piacere
Mai come oggi Siena, città defraudata e smarrita, ha bisogno della presenza attiva, della partecipazione alla politica di tutti i cittadini e le cittadine per trovare una via d'uscita da questa crisi morale e materiale.
Quando diciamo partecipazione intendiamo la possibilità concreta di incanalare idee, energie, proposte, analisi, competenze, studi, visioni e fantasie di tutti i cittadini, singoli e associati, per affiancare, controllare, indirizzare, innovare la qualità della politica pubblica. Di fronte alla crisi dei partiti, ai loro metodi democratici incerti, svuotati di credibilità, l'affacciarsi dei cittadini alle stanze del potere non mina la legittimità dei rappresentanti eletti, semmai li affianca e sostiene, come si fa con un convalescente dopo un brutto incidente. Da qualche parte bisogna pur ricominciare.
Come ha scritto Tocqueville, nelle realtà più piccole la costruzione della democrazia è più possibile che altrove. Lo prevede il legislatore (Testo unico sugli enti locali), una legge della regione Toscana, lo prescrivono convenzioni internazionali e il trattato di Lisbona. Si tratta dunque di sdoganare gli istituti di partecipazione introducendoli negli statuti comunali oppure di applicarli là dove sono stati già previsti. Si tratta di discuterne (secondo l'Anci il 70% degli elettori italiani nemmeno sa che ogni comune ha un suo statuto). E di non averne paura.
La tecnologia può aiutare, ma è uno strumento come tanti. La molla della partecipazione scatta con il senso di responsabilità che fa riscoprire a cittadini diffidenti il piacere del confronto, della discussione, affina l'abilità di gestire il conflitto, verso l'approdo a soluzioni condivise. Tutte pratiche di cui possiamo e dobbiamo riappropriarci se vengono creati spazi e luoghi adeguati.
Per una città come Siena chiediamo che le consulte territoriali, istituite come parlamentini-replica del consiglio comunale, controllate dalle logiche (e dagli imbuti) dei partiti, diventino invece luoghi di discussione ed elaborazione politica ai quali ci si iscrive liberamente, come singoli cittadini o associati, a partire dai 16 anni. (art. 8 Testo unico enti locali: “i comuni.... valorizzano le forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale).
Queste consulte, preferibilmente tematiche, si esprimeranno in modo democratico attraverso un regolamento, in un dialogo serrato con la giunta, il consiglio comunale, le commissioni consiliari, per riavviare quell'osmosi tra politica e cittadinanza che si è interrotta. Le consulte esprimeranno pareri, proposte, idee, indirizzi agli assessori competenti. Il Palazzo deciderà, ma almeno dovrà argomentare una volta di più e meglio le sue decisioni.
Altri strumenti di partecipazione e democrazia diretta da inserire nello Statuto del comune di Siena sono il referendum propositivo, oltre quello consultivo (già previsto); la possibilità di aprire sessioni di bilancio partecipato per alcuni capitoli di spesa; e la facoltà di nominare in consiglio comunale la figura del consigliere aggiunto straniero (eletto da un consiglio di immigrati), con diritto di parola e iniziativa (non di voto).
Se crediamo nella trasformazione della politica, occorre anche immaginare modelli nuovi e avere il coraggio di sperimentarli. Le analisi sulle forme di partecipazione già consolidate non mettono in evidenza particolari controindicazioni: se da una parte i processi decisionali risultano maggiormente legittimati, dall'altra la cittadinanza attiva riscopre il gusto della formazione e che occuparsi della cosa pubblica può essere un piacere.
Daniela Passeri
Alba (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente)
candidata in "Sinistra per Siena"
Quando diciamo partecipazione intendiamo la possibilità concreta di incanalare idee, energie, proposte, analisi, competenze, studi, visioni e fantasie di tutti i cittadini, singoli e associati, per affiancare, controllare, indirizzare, innovare la qualità della politica pubblica. Di fronte alla crisi dei partiti, ai loro metodi democratici incerti, svuotati di credibilità, l'affacciarsi dei cittadini alle stanze del potere non mina la legittimità dei rappresentanti eletti, semmai li affianca e sostiene, come si fa con un convalescente dopo un brutto incidente. Da qualche parte bisogna pur ricominciare.
Come ha scritto Tocqueville, nelle realtà più piccole la costruzione della democrazia è più possibile che altrove. Lo prevede il legislatore (Testo unico sugli enti locali), una legge della regione Toscana, lo prescrivono convenzioni internazionali e il trattato di Lisbona. Si tratta dunque di sdoganare gli istituti di partecipazione introducendoli negli statuti comunali oppure di applicarli là dove sono stati già previsti. Si tratta di discuterne (secondo l'Anci il 70% degli elettori italiani nemmeno sa che ogni comune ha un suo statuto). E di non averne paura.
La tecnologia può aiutare, ma è uno strumento come tanti. La molla della partecipazione scatta con il senso di responsabilità che fa riscoprire a cittadini diffidenti il piacere del confronto, della discussione, affina l'abilità di gestire il conflitto, verso l'approdo a soluzioni condivise. Tutte pratiche di cui possiamo e dobbiamo riappropriarci se vengono creati spazi e luoghi adeguati.
Per una città come Siena chiediamo che le consulte territoriali, istituite come parlamentini-replica del consiglio comunale, controllate dalle logiche (e dagli imbuti) dei partiti, diventino invece luoghi di discussione ed elaborazione politica ai quali ci si iscrive liberamente, come singoli cittadini o associati, a partire dai 16 anni. (art. 8 Testo unico enti locali: “i comuni.... valorizzano le forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale).
Queste consulte, preferibilmente tematiche, si esprimeranno in modo democratico attraverso un regolamento, in un dialogo serrato con la giunta, il consiglio comunale, le commissioni consiliari, per riavviare quell'osmosi tra politica e cittadinanza che si è interrotta. Le consulte esprimeranno pareri, proposte, idee, indirizzi agli assessori competenti. Il Palazzo deciderà, ma almeno dovrà argomentare una volta di più e meglio le sue decisioni.
Altri strumenti di partecipazione e democrazia diretta da inserire nello Statuto del comune di Siena sono il referendum propositivo, oltre quello consultivo (già previsto); la possibilità di aprire sessioni di bilancio partecipato per alcuni capitoli di spesa; e la facoltà di nominare in consiglio comunale la figura del consigliere aggiunto straniero (eletto da un consiglio di immigrati), con diritto di parola e iniziativa (non di voto).
Se crediamo nella trasformazione della politica, occorre anche immaginare modelli nuovi e avere il coraggio di sperimentarli. Le analisi sulle forme di partecipazione già consolidate non mettono in evidenza particolari controindicazioni: se da una parte i processi decisionali risultano maggiormente legittimati, dall'altra la cittadinanza attiva riscopre il gusto della formazione e che occuparsi della cosa pubblica può essere un piacere.
Daniela Passeri
Alba (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente)
candidata in "Sinistra per Siena"
martedì 16 aprile 2013
"Anatomia di una Rivoluzione" in Streaming

Questa sera alle 18
presso la Libreria Becarelli
Alba Siena organizza
la presentazione del libro di
Giuseppe De Marzo
ANATOMIA DI UNA RIVOLUZIONE
giustizia, ambiente e lavoro per invertire la rotta e battere la crisi
(edito dalla Castelvecchi Editore RX)
L'evento verrà anche trasmesso in streaming sul Canale YouTube di Alba Siena e sulle pagine di questo blog.
giovedì 11 aprile 2013
Presentazione del libro di Giuseppe de Marzo "Anatomia di una rivoluzione"
la presentazione del libro
“...offre la possibilità di inquadrare in senso ampio la materia ambientale dello sviluppo economico futuro con al centro una migliore qualità della vita di tutte le persone”
(Maurizio Landini)
-------------------------------------------------------------------------
LIBRERIA BECARELLI Via G. Mameli, 14, 53100 Siena
ANATOMIA DI UNA RIVOLUZIONE
giustizia, ambiente e lavoro per invertire la rotta e battere la crisi
di GIUSEPPE DE MARZO
edito dalla Castelvecchi Editore RX
“...offre la possibilità di inquadrare in senso ampio la materia ambientale dello sviluppo economico futuro con al centro una migliore qualità della vita di tutte le persone”
(Maurizio Landini)
-------------------------------------------------------------------------
LIBRERIA BECARELLI Via G. Mameli, 14, 53100 Siena
Link
evento facebook: https://www.facebook.com/events/501499869908276/mercoledì 6 febbraio 2013
Partecipazione (alla?) politica - 15 febbraio 2013
Il
Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive
dell'Università di Siena
Il Master
in progettazione dei processi partecipativi
e
ALBA Siena
INVITANO
alla
presentazione di due volumi sul tema della
PARTECIPAZIONE
(alla?) POLITICA
Cosa
fare, come fare (Iolanda
Romano)
PARTY.
Partecipazione Attiva Riunendo Tavoli Interagenti (AA.VV.)
Venerdì
15 febbraio, ore 17.30
Libreria Becarelli
viale Mameli 14/16, Siena
Saranno
presenti le autrici:
Iolanda
Romano (Avventura
Urbana)
Chiara
Giunti (Comitato
operativo nazionale di A.L.B.A.)
Discussants:
Maurizio
Cotta
(Università di Siena, DISPOC)
Massimo
Morisi
(Università di Firenze, Garante della comunicazione per la
partecipazione nel governo del territorio in Toscana)
Massimo
Vedovelli
(Rettore, Università per Stranieri di Siena)
Moderatore:
Pierangelo
Isernia
(Università di Siena, DISPOC)
La
cittadinanza è cordialmente invitata a partecipare.
Dalla prefazione al libro PARTY di Paul Ginsborg:
Oggi nel mondo politico tutti parlano di partecipazione, anche le figure più inverosimili, anche quelli che per anni, se non decenni, hanno praticato una politica che è stata l'esatto opposto della partecipazione, anche quelli che sono i padroni di interi partiti. Naturalmente, ognuna di queste figure ha in mente la sua versione di partecipazione. Per trovarla, l'archeologo della politica deve scavare layer after layer di retorica, di promesse e di auto-pubblicità, finché non emerge una verità piccola piccola, facilmente riassunta nella frase: "vi ascolto, ma poi decido io"...
Il modello di partecipazione proposto da chi ha scritto questo libretto è l'esatto opposto di quello delineato sopra: prende sul serio i cittadini invece di prenderli in giro, capisce che la democrazia partecipata è un'esperienza nuova, elabora dei modi di procedere che sono essenziali e che devono diventare abituali.
Oggi nel mondo politico tutti parlano di partecipazione, anche le figure più inverosimili, anche quelli che per anni, se non decenni, hanno praticato una politica che è stata l'esatto opposto della partecipazione, anche quelli che sono i padroni di interi partiti. Naturalmente, ognuna di queste figure ha in mente la sua versione di partecipazione. Per trovarla, l'archeologo della politica deve scavare layer after layer di retorica, di promesse e di auto-pubblicità, finché non emerge una verità piccola piccola, facilmente riassunta nella frase: "vi ascolto, ma poi decido io"...
Il modello di partecipazione proposto da chi ha scritto questo libretto è l'esatto opposto di quello delineato sopra: prende sul serio i cittadini invece di prenderli in giro, capisce che la democrazia partecipata è un'esperienza nuova, elabora dei modi di procedere che sono essenziali e che devono diventare abituali.
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